Tre coppie, un equilibrio che sembra proteggere e un imprevisto che lo rimette in discussione. Paolo Genovese torna alle relazioni con Il rumore delle cose nuove, film d’apertura della Festa del Cinema di Roma e nelle sale dal 12 novembre.
Quanto costa restare dove ci sentiamo al sicuro? E quando quella sicurezza diventa una rinuncia? È la domanda con cui ci avviciniamo a Il rumore delle cose nuove, il nuovo film di Paolo Genovese: una storia corale che mette al centro le relazioni e la paura di uscire dagli equilibri costruiti nel tempo.
Il film aprirà la ventunesima Festa del Cinema di Roma, in programma dal 13 al 25 ottobre 2026, e sarà presentato nella sezione Grand Public. L’appuntamento nelle sale italiane è invece fissato al 12 novembre, con 01 Distribution.
La premessa è quella di tre coppie che non si conoscono, ma condividono una condizione: hanno ridotto lo spazio dei propri sentimenti per proteggersi dall’incertezza. Un evento inatteso coinvolgerà tutte e tre, obbligandole a riconsiderare le proprie scelte.
La sinossi estesa colloca le vicende a Milano e introduce difficoltà economiche, desideri di genitorialità, bullismo e violenza nel matrimonio. Situazioni diverse, che non possono essere ricondotte tutte a una semplice crisi sentimentale. Sarà interessante vedere come il film darà spazio a queste differenze, senza perdere il filo del racconto corale.
Il punto che ci incuriosisce è il confine fra un compromesso necessario e una rinuncia diventata abitudine. Nella vita di una coppia, quel confine può essere difficile da riconoscere: si continua a rimandare una conversazione, a ridimensionare un desiderio, a pensare che ci sarà un momento migliore. Ma chi decide quando quel momento è arrivato?
Il film è tratto dall’omonimo romanzo di Genovese. La sceneggiatura porta la firma del regista e di Igor Artibani. Nel cast troviamo Emanuela Fanelli, Claudia Pandolfi, Vittoria Puccini, Stefano Accorsi, Lino Musella ed Edoardo Pesce, con la partecipazione di Claudio Santamaria.
Il passaggio dalla pagina allo schermo apre un’altra curiosità: come rendere visibile ciò che una persona trattiene? Uno sguardo, una distanza a tavola, una risposta arrivata troppo tardi possono raccontare qualcosa che le parole cercano di nascondere. È su questi dettagli che aspettiamo di scoprire il lavoro degli interpreti.
Il titolo suggerisce una possibilità: ciò che è nuovo si fa sentire prima ancora di trovare un posto nella nostra vita. Può interrompere una routine, incrinare una certezza, chiedere una decisione che avremmo preferito evitare.
In attesa della prima romana, è questo il gancio di Il rumore delle cose nuove per ONOFF MAG: una storia da seguire per le domande che pone sulla libertà di scegliere, anche dentro una relazione. Non sappiamo ancora quali risposte offrirà il film. La domanda, però, ci riguarda già: quanto spazio lasciamo a ciò che potrebbe cambiare la nostra vita?
A cura della redazione di ONOFF MAG
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