Alla Festa del Cinema di Roma ci ha convinto il nuovo film di Daniele Luchetti: una storia di coppia e di genitorialità sostenuta da una scrittura solida e da interpreti bravissimi. Disponibile su Netflix dal 29 ottobre.
Noi, un po’ meglio ci è piaciuto molto. Per come è diretto, per la sceneggiatura, per la bravura degli attori. Daniele Luchetti affronta una storia di coppia e un percorso di adozione trovando un equilibrio difficile: rende la visione piacevole e coinvolgente, mentre porta alla luce conflitti che hanno un peso. L’ironia attraversa il film, ma a restare è soprattutto la forza delle questioni che pone.
Presentato alla Festa del Cinema di Roma il 18 ottobre, fuori concorso nella sezione Grand Public, il film è prodotto da Lucky Red per Netflix. Al centro del racconto, Elio Germano e Maria Chiara Giannetta danno vita a due persone che si amano e devono capire quanto siano davvero disposte a cambiare.
Simone e Lucia hanno caratteri e aspettative differenti. Lui attribuisce alla famiglia un valore centrale; lei difende la propria autonomia e ha sempre mantenuto una distanza dall’idea della maternità. Il loro legame è forte, costruito anche sulla continua trattativa che accompagna la vita insieme.
Il progetto di adottare un bambino cambia la portata di quella trattativa. Chiede a entrambi di esporsi, di dare un nome ai desideri e alle paure, di confrontarsi con le conseguenze delle proprie scelte. Il futuro immaginato in coppia deve fare i conti con quello che ciascuno sente.
Qui il film trova un terreno ricco. Il desiderio di diventare genitori investe l’identità dei protagonisti, il rapporto con le aspettative sociali e la libertà di riconoscersi anche nelle proprie esitazioni. Amare una persona non garantisce di condividere ogni progetto. Scoprire questa distanza può mettere in discussione anche le certezze più rassicuranti.
Luchetti conosce bene la materia delle relazioni. In questo film ci ha convinto la capacità di accompagnare i protagonisti lasciando emergere le loro differenze. L’attenzione resta sulle persone e su ciò che accade tra loro; il racconto mantiene un’energia che rende naturale seguirle anche quando il confronto si fa più difficile.
Nelle note di regia della Festa, Luchetti spiega di avere cercato uno sguardo alla stessa altezza dei personaggi. Dopo il tono più oscuro di Lacci e Confidenza, dichiara di avere voluto esplorare una direzione più sorridente. Una scelta che aiuta a comprendere il film: la fiducia nelle persone sopravvive alla scoperta delle loro contraddizioni.
È una qualità che abbiamo apprezzato. La partecipazione emotiva nasce dalla possibilità di riconoscere qualcosa di noi in Simone e Lucia, anche quando le loro posizioni divergono.
La sceneggiatura è firmata da Enrico Audenino, Davide Lantieri e Serena Patrignanelli, con la collaborazione di Daniele Luchetti. È uno dei punti di forza del film.
Il percorso adottivo costringe la coppia a portare all’esterno qualcosa di profondamente intimo. Il desiderio deve essere raccontato, motivato, sottoposto a valutazione. Quello che nella vita privata può rimanere ambiguo diventa una domanda alla quale qualcuno si aspetta una risposta.
Da questa esposizione prende forma una tensione che rende la storia interessante anche oltre il tema dell’adozione. Quanto sappiamo spiegare di noi stessi? Quanto delle nostre decisioni nasce da un desiderio personale, e quanto da un’immagine della vita che abbiamo imparato a considerare giusta?
La scrittura dà sostanza al racconto e sostiene il coinvolgimento. È soprattutto questo che ci ha colpito: la capacità di affrontare una materia delicata conservando il piacere di seguire una storia.
Elio Germano e Maria Chiara Giannetta reggono il film insieme. La credibilità del loro rapporto è essenziale: dobbiamo sentire il legame che li unisce per comprendere il peso delle differenze che li attraversano.
Germano conferma la propria capacità di dare consistenza umana a un personaggio. Giannetta è altrettanto importante nel rendere presente il punto di vista di Lucia: i suoi desideri, le resistenze, il bisogno di essere ascoltata. La forza del film passa dal confronto tra queste due presenze.
Il giudizio positivo riguarda anche il lavoro dell’intero cast, che comprende Anna Bonaiuto, Ilaria Spada, Caterina Guzzanti, Dajana Roncione, Jacopo Olmo Antinori, Francesca Romana De Martini e Filippo Nigro. Regia, sceneggiatura e attori concorrono a un risultato che ci ha convinto.
Noi, un po’ meglio è un film che consigliamo con piacere: coinvolge, pone domande e dà valore ai propri personaggi. Finalmente un film italiano del quale ci viene voglia di parlare per la qualità di ciò che abbiamo visto.
Un breve rammarico riguarda i David di Donatello: con la distribuzione annunciata soltanto su Netflix, e senza un’uscita in sala conforme al regolamento, il film non soddisfa i requisiti previsti per concorrere nelle categorie ordinarie. Per il lavoro di Luchetti e dei suoi interpreti ci sarebbe piaciuta anche quella possibilità.
Scheda essenziale
Noi, un po’ meglio — Italia, 2026
Regia: Daniele Luchetti
Sceneggiatura: Enrico Audenino, Davide Lantieri, Serena Patrignanelli, con la collaborazione di Daniele Luchetti
Fotografia: Ivan Casalgrandi · Montaggio: Silvia De Rose
Costumi: Massimo Cantini Parrini · Musiche: Bryan Senti
Produzione: Lucky Red · Distribuzione: Netflix, dal 29 ottobre 2026
A cura della redazione di ONOFF MAG
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