Piccioni sospetti, frigoriferi vendicativi e riunioni che potevano essere email. Trenta piccoli esperimenti per vedere che cosa succede quando l’intelligenza artificiale incontra il nostro lato meno ragionevole.
Di solito chiediamo all’intelligenza artificiale di risolvere un problema. Questa volta abbiamo deciso di crearne trenta, tutti piuttosto improbabili.
Abbiamo scelto domande originali e chiesto a ChatGPT risposte brevi e ironiche. Quelle che seguono sono le risposte generate per questo articolo: un gioco dichiarato, dove anche gli oggetti possono avere opinioni. Soprattutto su di noi.

1. Se il mio cane potesse recensirmi, quante stelle mi darebbe?
Quattro. Ottimo servizio pasti e buona compagnia, ma inspiegabile ostinazione a buttare via bastoni perfettamente recuperabili.
2. Se compro un’agenda per organizzarmi e poi la perdo, è già una diagnosi?
È il primo appuntamento mancato con la persona che volevi diventare.
3. Perché non vediamo mai i piccoli dei piccioni?
Nella versione comica dei fatti, escono dal nido soltanto dopo aver completato il corso “Come fissare un umano finché cede il panino”.

4. Se il frigorifero potesse parlare, che cosa mi direbbe alle due di notte?
“Ci siamo già visti dodici minuti fa. Non è arrivato nessuno.”
5. Posso mettere tra le competenze professionali la capacità di sembrare attento su Zoom?
Sì, ma preparati a una prova pratica: qualcuno dirà “Tu che ne pensi?” senza preavviso.
6. Se la mia vita fosse un film, perché ci sono così tante scene al supermercato?
Perché il protagonista continua a dimenticare il latte. Il montaggio ha provato a salvarlo, ma è un elemento centrale della trama.
7. Se parlo da solo e non sono d’accordo, chi deve chiedere scusa?
Quello che ha cominciato. Se entrambi negate, convocate una terza opinione davanti allo specchio.

8. Le piante mi giudicano quando compro fiori di plastica?
Diciamo che da quel giorno, sul balcone, ti chiamano “quello con la famiglia finta”.
9. Se il lunedì fosse una persona, potrei bloccarlo?
Puoi provarci. Ma ogni settimana si presenta con un nuovo account.
10. Il mio gatto mi vuole bene o sta aspettando che impari ad aprire meglio le scatolette?
Le due cose possono convivere. Anche nelle migliori relazioni esistono aspettative di crescita professionale.
11. Se una riunione poteva essere un’email, chi ci restituisce quell’ora di vita?
Nessuno. Ma potete organizzare una riunione per discuterne.
12. Dove finiscono tutti i calzini spaiati?
Hanno fondato una comunità in cui nessuno ti obbliga a stare con qualcuno soltanto perché avete lo stesso colore.
13. Se faccio una lista delle cose da fare e poi mi riposo, ho comunque lavorato?
Hai completato la fase progettuale. Il cantiere resta inspiegabilmente fermo.
14. Come sarebbe un museo dedicato alle mie figuracce?
Con ingresso gratuito per gli amici: hanno già contribuito alla collezione permanente.
15. Se il mio conto corrente avesse una voce, quale sarebbe?
Quella di un documentario naturalistico: “E qui osserviamo l’ultimo esemplare di stipendio, poco prima della scomparsa”.
16. È possibile essere in ritardo anche per cambiare vita?
Nel film della tua vita, sì: sei già nella scena della svolta, ma stai ancora cercando parcheggio.

17. Se un alieno leggesse i commenti sui social, chiederebbe ancora di parlare con il nostro capo?
Probabilmente chiederebbe di parlare con chi gestisce le recensioni del pianeta.
18. Se il Wi-Fi fosse visibile, casa mia sarebbe più bella o più inquietante?
Avrebbe una magnifica cascata luminosa in salotto e un deserto senza speranza esattamente dove lavori.
19. Se il divano potesse trattenermi legalmente, quale contratto mi farebbe firmare?
Un abbonamento senza scadenza con rinnovo automatico dopo ogni “ancora cinque minuti”.
20. Perché le idee migliori arrivano sotto la doccia?
Nella sceneggiatura della tua giornata è l’unica scena in cui il telefono non può interrompere il protagonista. Almeno per ora.
21. Se la mia cronologia di ricerca diventasse un libro, in quale reparto finirebbe?
Fra filosofia, fai da te e “questo sintomo è normale?”. Il libraio starebbe ancora cercando di capire come hai collegato i tre argomenti.
22. Un’intelligenza artificiale potrebbe vincere una discussione con mia madre?
Potrebbe presentare un’argomentazione impeccabile. Poi arriverebbe “Fai come vuoi” e servirebbe un nuovo modello.
23. Se le email non lette facessero rumore, quanto sarebbe rumorosa casa mia?
Il vicino smetterebbe di lamentarsi del trapano e comincerebbe a chiederti di aprire le newsletter.
24. Posso considerare il tempo passato a scegliere un film come parte del film?
Certo. È un thriller su due persone che scoprono di non avere nulla in comune dopo vent’anni di convivenza.
25. Se Roma fosse un’app, quale sarebbe il bug più segnalato?
“Il percorso dura dodici minuti, ma il completamento della missione richiede quarantacinque minuti e un parcheggio immaginario.”
26. Se i miei oggetti organizzassero una riunione su di me, chi prenderebbe la parola per primo?
Gli occhiali. Chiederebbero di sapere perché vengono accusati di essere spariti quando sei tu che li hai in testa.
27. Come si licenzia un pensiero che lavora soltanto alle tre di notte?
Gli fissi un appuntamento alle nove del mattino. A quell’ora, di solito, non ha più niente da dire.
28. Se dovessi vendere la mia procrastinazione, quale slogan useresti?
“Un prodotto straordinario. Presto disponibile.”
29. ChatGPT, se tutti ti chiedono di fare prima, chi ha fretta davvero?
Spesso chi ha passato quaranta minuti a scegliere il modo perfetto per risparmiarne cinque.
30. Qual è la domanda più assurda che possiamo fare a un’intelligenza artificiale?
“Dimmi esattamente che cosa voglio.” Soprattutto dopo aver risposto “non così” a tutte le alternative.
Il gioco può continuare nei commenti: qual è la domanda più assurda che faresti a ChatGPT? La prossima raccolta potrebbe cominciare proprio da lì.