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The Social: Aaron Sorkin torna nel cuore oscuro di Facebook

A più di quindici anni da The Social Network, Aaron Sorkin torna a raccontare il mondo dei social network. Ma questa volta cambia completamente il punto di vista. Non più la nascita di Facebook, le ambizioni di Mark Zuckerberg e la vertigine di una piattaforma destinata a cambiare il mondo, ma ciò che accade quando quel sistema comincia a mostrare le proprie contraddizioni.

The Social: Il prezzo della verità, scritto e diretto dallo stesso Sorkin, prende spunto da eventi reali e dalla vicenda di Frances Haugen, ex ingegnera di Facebook diventata una delle whistleblower più note della storia recente della Silicon Valley. Il film è presentato come una sorta di opera complementare a The Social Network: se il primo raccontava la costruzione dell'impero, questo nuovo capitolo sembra voler raccontare il momento in cui qualcuno decide di guardare dentro quella macchina e renderne pubblici i segreti.

Al centro della storia c'è Haugen, interpretata da Mikey Madison, che entra in contatto con Jeff Horwitz, giornalista del Wall Street Journal interpretato da Jeremy Allen White. Da questo incontro nasce un percorso rischioso, costruito intorno alla diffusione di documenti interni e informazioni destinate a mettere in discussione il funzionamento stesso di Facebook.

È una struttura narrativa che sembra perfettamente congeniale a Sorkin: informazione, potere, responsabilità individuale e conflitto tra istituzioni e persone. Temi già presenti in molti dei suoi lavori, ma che acquistano qui un peso particolare perché riguardano una tecnologia entrata ormai nella vita quotidiana di miliardi di persone.

Da Zuckerberg a chi decide di parlare

La differenza con The Social Network potrebbe essere proprio questa.

Nel film del 2010 il centro era la creazione: il talento, l'ambizione, la competizione e la rapidissima trasformazione di un'idea universitaria in un colosso globale. In The Social, invece, il punto di partenza è quello che succede dopo, quando una piattaforma non è più soltanto un'azienda tecnologica ma un'infrastruttura capace di influenzare informazione, politica, relazioni sociali e percezione della realtà.

Frances Haugen diventa così una figura quasi opposta a quella del giovane Zuckerberg raccontato da David Fincher: non costruisce il sistema, ma decide di metterlo in discussione dall'interno.

Il materiale di presentazione definisce la storia come un classico Davide contro Golia, ed è probabilmente proprio qui che Sorkin può trovare il terreno più interessante: una persona sola contro una delle organizzazioni tecnologiche più potenti del pianeta.

Un cast costruito intorno ai nuovi protagonisti americani

Anche il cast rende il progetto particolarmente interessante.

Accanto a Mikey Madison e Jeremy Allen White troviamo Wunmi Mosaku, Betty Gilpin, Billy Magnussen, Bill Burr e Jeremy Strong, interpreti molto diversi tra loro ma tutti legati a una nuova stagione del cinema e della serialità americana.

La presenza di Jeremy Strong, soprattutto, sembra quasi naturale all'interno di un universo narrativo fatto di potere, media, grandi aziende e conflitti morali. Mentre Madison e White arrivano al film in un momento particolarmente forte delle rispettive carriere.

Il vero tema non è Facebook, ma la fiducia

La parte più interessante del progetto potrebbe però andare oltre la semplice ricostruzione del caso Haugen.

Negli ultimi anni il rapporto tra pubblico e piattaforme digitali è profondamente cambiato. I social network non vengono più osservati soltanto come strumenti di comunicazione, ma come sistemi che raccolgono dati, selezionano contenuti, stabiliscono priorità e, soprattutto, decidono continuamente cosa mostrare e cosa rendere invisibile.

Per questo The Social arriva in un momento molto diverso rispetto al film di Fincher. Nel 2010 Facebook rappresentava ancora, almeno nell'immaginario collettivo, la promessa di una nuova forma di connessione globale. Oggi quella stessa promessa è attraversata da interrogativi molto più complessi: algoritmi, polarizzazione, salute mentale, moderazione dei contenuti, disinformazione, responsabilità delle piattaforme.

Sorkin sembra quindi voler raccontare non soltanto uno scandalo aziendale, ma qualcosa di più ampio: la crisi di fiducia nei confronti delle piattaforme che hanno costruito una parte importante della nostra vita digitale.

Ed è forse questo il vero significato del titolo italiano, Il prezzo della verità: capire quanto costa raccontarla, ma anche quanto può costare continuare a ignorarla.

The Social: Il prezzo della verità è scritto e diretto da Aaron Sorkin ed è indicato nel materiale distributivo con uscita il 4 ottobre. La produzione è affidata a Todd Black, Peter Rice, Stuart Besser e allo stesso Aaron Sorkin.

 

Tag: Aaron Sorkin, The Social, Facebook, Frances Haugen, Mikey Madison, Jeremy Allen White, social network, tecnologia, cinema americano, whistleblower, The Social Network, Silicon Valley

 

A cura della redazione di ONOFF MAG
Founder & Director Claudio Napoli
Web Development SEA Stefano Albis
© www.ONOFFMAG.com

 

  • 14 settembre 2026
  • Cinema
  • Roma
  • La Redazione
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