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UnArchive Found Footage Fest 2026: a Roma il cinema riscrive la memoria

 

 

Dal 26 al 31 maggio torna a Trastevere il festival dedicato al riuso creativo delle immagini: 120 film, live performance, installazioni, masterclass e incontri professionali per interrogare l’archivio come bene comune

Roma torna a essere, per sei giorni, una capitale della memoria in movimento.


Dal 26 al 31 maggio 2026 arriva la quarta edizione di UnArchive Found Footage Fest, il festival dedicato al riuso creativo delle immagini, organizzato dall’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico ETS e diretto da Marco Bertozzi e Alina Marazzi.

Il cuore del festival sarà ancora una volta Trastevere, luogo ideale per accogliere una manifestazione che lavora sulla stratificazione del tempo, delle immagini e delle storie. Il tema scelto per questa edizione, “Archivio bene comune”, sintetizza con forza la vocazione del progetto: non considerare gli archivi come depositi chiusi, immobili, riservati agli specialisti, ma come materiali vivi, attraversabili, da rimettere in circolo attraverso il cinema, l’arte, la performance e la ricerca.

 

Il programma si annuncia particolarmente ricco: 120 film di found footage, live performance, installazioni, masterclass e incontri professionali. Una vera galassia del riuso d’archivio, capace di mettere in dialogo cinema sperimentale, documentario, arti visive, memoria politica e linguaggi contemporanei.

 

Tra gli ospiti annunciati figurano Cécile Fontaine, Pietro Marcello, Sierra Pettengill e Sebastian Mekas. Tornano inoltre al festival artisti e filmmaker come Bill Morrison, Tomasz Wolski, Alexander Markov e Federica Foglia, confermando la dimensione internazionale di un appuntamento ormai riconoscibile nel panorama europeo dedicato alle pratiche di riuso e rielaborazione delle immagini d’archivio.

La forza di UnArchive sta proprio nella sua capacità di mostrare che un’immagine non finisce mai davvero nel momento in cui viene girata. Ogni frammento filmico può riattivarsi, cambiare senso, entrare in una nuova narrazione. Il found footage non è soltanto una tecnica di montaggio: è un modo di guardare il passato, di smontarlo, attraversarlo, interrogarlo e restituirlo al presente.

 

In questo senso, il festival si pone in un punto molto interessante del dibattito contemporaneo. In un’epoca dominata dall’accumulo di immagini, dalla loro circolazione rapidissima e spesso superficiale, il lavoro sull’archivio diventa un gesto critico. Significa rallentare lo sguardo, riconoscere il valore dei materiali, domandarsi chi li ha prodotti, perché, per chi, e come possano essere letti oggi.

Le parole di Vincenzo Vita, presidente dell’AAMOD, sottolineano il valore politico e culturale di questa operazione: raccogliere e reinserire nei circuiti della conoscenza un patrimonio di film spesso straordinari ma sottovalutati significa restituire le culture e i saperi alla fruizione collettiva consapevole. Nello stesso intervento, Vita lancia anche un allarme sui tagli alla cultura, lasciando intendere che questa edizione potrebbe rischiare di essere l’ultima se non cambieranno le politiche di sostegno.

 

È un passaggio importante, perché rende ancora più evidente il senso del titolo scelto: archivio bene comune. L’archivio non appartiene solo al passato. Appartiene a chi lo custodisce, a chi lo studia, a chi lo rimonta, ma anche a chi lo guarda per la prima volta e vi riconosce qualcosa del proprio presente.

 

UnArchive Found Footage Fest non celebra quindi la nostalgia. Al contrario, lavora sul potenziale futuro delle immagini già esistenti. Ogni film d’archivio può diventare materia per un nuovo gesto creativo, ogni frammento può riemergere con un significato inatteso, ogni documento può trasformarsi in racconto.

Per chi si occupa di cinema, arti visive, documentario, memoria e nuove forme narrative, il festival rappresenta uno degli appuntamenti più originali della scena romana. Un luogo dove il passato non viene semplicemente conservato, ma rimesso in movimento.

E forse è proprio questa la sua intuizione più forte: l’archivio non è un luogo dove le immagini finiscono.
È un luogo da cui le immagini possono ricominciare.

 

UNARCHIVE FOUND FOOTAGE FEST 2026

IV edizione – Archivio Bene Comune
Roma, 26–31 maggio 2026


Festival dedicato al riuso creativo delle immagini
Organizzato da Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico ETS
Direzione: Marco Bertozzi e Alina Marazzi

Tra gli ospiti: Cécile Fontaine, Pietro Marcello, Sierra Pettengill, Sebastian Mekas, Bill Morrison, Tomasz Wolski, Alexander Markov, Federica Foglia.

 

Si ringrazia l’ufficio stampa per i materiali stampa.

A cura della redazione di ONOFF MAG - Claudio Napoli

Stefano Albis / Web Development SEA 

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  • 26 maggio 2026
  • Cinema
  • Roma
  • Claudio
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