Siamo stati alla proiezione in anteprima stampa di Prendiamoci una pausa, il nuovo film diretto da Christian Marazziti ( in uscita il 15 Gennaio), e l’impressione è stata decisamente positiva. Non solo per l’idea di partenza – quella “pausa di riflessione” che tutti, almeno una volta, abbiamo pronunciato o subito – ma per la complessità con cui il film riesce a svilupparla.
La storia è infatti molto stratificata, popolata da tantissimi personaggi e interpreti, e questo rende il progetto tutt’altro che semplice da tenere in equilibrio nei tempi contenuti di un film. La sfida era alta: far convivere tre coppie, tre età, tre fasi emotive diverse, senza perdere ritmo, coerenza o empatia. Eppure il film riesce a farlo, costruendo una narrazione corale che non si disperde, ma procede per accumulo, riflessi e rimandi.
Ogni storia ha un suo peso specifico, e il montaggio lavora con intelligenza per tenere insieme i diversi registri emotivi, dal comico al più intimista.
Uno dei grandi punti di forza è proprio il cast corale, che funziona come un ensemble ben accordato. Marco Giallini e Claudia Gerini incarnano con grande credibilità una coppia di lungo corso, fatta di affetto, rancori sedimentati e abitudini che pesano quanto i sentimenti. Accanto a loro, Fabio Volo, Ilenia Pastorelli, Paolo Calabresi e Aurora Giovinazzo danno vita a personaggi diversi per età, linguaggio e visione dell’amore, ma tutti credibili, mai caricaturali. È un film che chiede molto agli attori, perché li obbliga a muoversi dentro una struttura complessa senza perdere naturalezza, e il risultato si vede.
Anche la conferenza stampa ha restituito perfettamente lo spirito del film: è stata molto divertente, viva, mai ingessata. In particolare Ilenia Pastorelli ha regalato uno dei momenti più autentici e ironici dell’incontro, raccontando la sua visione personalissima del concetto di “pausa”. Con il suo linguaggio diretto e senza filtri, ha parlato di pause non solo come rotture sentimentali, ma come necessità fisiologica di spazio, di aria, di distanza sana: vacanze da soli, momenti per “scrostate n’attimo”, come li ha definiti lei stessa, anche con le persone migliori del mondo.
Il suo intervento – tra battute, esempi personali e riflessioni molto concrete sulla convivenza forzata, sui messaggi continui, sulla perdita degli spazi individuali – ha colpito proprio perché rispecchia il cuore del film: l’idea che spesso le coppie esplodano non per mancanza d’amore, ma per mancanza di respiro. Una pausa come ritorno a sé, prima ancora che all’altro. Un pensiero espresso con ironia, ma tutt’altro che banale, che ha fatto sorridere la sala stampa e allo stesso tempo riflettere.
Dal punto di vista registico, Marazziti sceglie una messa in scena sobria, attenta agli attori e ai dialoghi, lasciando che siano le relazioni a guidare il racconto. Prendiamoci una pausa è una commedia che intrattiene, ma non si limita a far ridere: osserva con lucidità le dinamiche amorose contemporanee, senza giudicare, senza offrire soluzioni facili.
In un panorama spesso dominato da commedie leggere e intercambiabili, questo film si distingue per ambizione narrativa, qualità del cast e capacità di parlare a pubblici diversi. Una commedia popolare nel senso più nobile del termine, accessibile e capace di lasciare allo spettatore più di una domanda una volta usciti dalla sala.
A cura della redazione di ONOFF MAG
CEO Claudio Napoli
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