Presentato in concorso nella sezione Progressive Cinema - Visioni per il mondo di domani della Festa del Cinema di Roma 2025, “40 Secondi” di Vincenzo Alfieri è uno dei film italiani più discussi e necessari di quest’anno. Tratto dall’omonimo libro inchiesta di Federica Angeli, il film restituisce sul grande schermo la vicenda vera di Willy Monteiro Duarte, il ventunenne ucciso a Colleferro nel settembre 2020 nel tentativo di difendere un amico da un’aggressione.
Prodotto e distribuito da Eagle Pictures, il film arriverà nelle sale italiane dal 19 novembre 2025.
Un racconto sulle 24 ore della banalità del male
“40 Secondi” si apre con il ritmo sospeso di una Roma notturna, dove tensioni quotidiane e frustrazioni adolescenziali si intrecciano fino a sfociare nella tragedia. In appena quaranta secondi – il tempo di un gesto impulsivo e fatale – la vita di un ragazzo viene spezzata, rivelando l’abisso morale di un’intera generazione.
Il tono del film è asciutto, immersivo, quasi documentaristico. Alfieri evita ogni enfasi giudiziaria o sensazionalismo, scegliendo di raccontare le ventiquattro ore che precedono l’omicidio attraverso uno sguardo corale, umano, e profondamente cinematografico. La violenza non è mai mostrata esplicitamente, ma evocata nel contrasto tra i volti, il buio e il silenzio.
Stile, regia e lavoro con il cast
Nel corso della conferenza stampa romana, Alfieri ha raccontato: «Non volevo fare un film criminale ma un film sul dolore, sulle fragilità dei ragazzi che potrebbero essere nostri fratelli, figli o amici. Ho scelto volti veri, linguaggi veri, luoghi reali.»
Il cast riunisce nomi affermati come Maurizio Lombardi, Sergio Rubini, Francesco Di Leva e giovani interpreti scoperti attraverso lo street casting: Justin De Vivo (nei panni di Willy), Francesco Gheghi, Enrico Borello, Beatrice Puccilli, Giordano Giansanti e Luca Petrini, che interpretano i protagonisti di una vicenda tanto quotidiana quanto devastante.
Il film è arricchito dalla fotografia realistica di Andrea Reitano e dalla colonna sonora di Alessandro Bencini, che accompagna il racconto con toni discreti e claustrofobici, amplificando il senso di inevitabilità che percorre la pellicola.
Cinema civile e potenza emotiva
Alfieri, già autore di I peggiori e Gli uomini d’oro, si confronta qui con il suo film più maturo e personale. Il regista tratta la tragedia di Colleferro come un dramma collettivo, evitando morbosità e affidandosi a una narrazione che cerca la verità emotiva più che la ricostruzione cronachistica.
Nelle sue parole: «La verità non piace a nessuno, ma molti se ne riempiono la bocca. Io ho voluto restituirla nella sua assurdità, nella sua imperfezione.»
“40 Secondi” emerge così non solo come un film-denuncia, ma come opera corale sulla perdita dell’umanità e sulla responsabilità educativa di un’intera società. Una riflessione che, in sala, lascia un silenzio denso, necessario.
Ricezione e consenso
Il film è stato accolto molto bene sia dal pubblico presente in sala durante la Festa del Cinema di Roma sia dalle prime uscite della critica, che hanno lodato la capacità di Alfieri di affrontare con onestà e profondità un tema così delicato. Anche a noi di OnOff Mag è piaciuto molto: un’opera che s’impone per intensità e spessore emotivo, risultando un’importante riflessione sui problemi giovanili e sociali ancora aperti nel nostro Paese.
Tag: Festa del Cinema di Roma 2025, 40 Secondi, Vincenzo Alfieri, Federica Angeli, cinema italiano, Eagle Pictures, Willy Monteiro Duarte, cinema civile, film drammatico, nuove uscite novembre 2025
A cura di Claudio Napoli – ONOFF MAG
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