Dal 23 al 25 ottobre il Gazometro Ostiense ospita robotica, intelligenza artificiale e realtà immersive. Un’occasione per guardare l’innovazione dal lato di chi la costruisce, la prova e deve spiegarne l’utilità.
C’è un modo di raccontare la tecnologia che comincia dalle promesse e finisce con uno slogan. Maker Faire offre una possibilità diversa: partire da un oggetto, da un esperimento, da un problema riconoscibile. Prima di chiedersi quanto sia intelligente una macchina, capire che cosa faccia e perché qualcuno abbia deciso di costruirla.
La quattordicesima edizione di Maker Faire Rome è in programma dal 23 al 25 ottobre 2026 al Gazometro Ostiense. Promossa dalla Camera di Commercio di Roma e realizzata da Innova Camera, mette in contatto ricerca, imprese, scuole e cultura del fare. È una cornice utile anche per chi non progetta circuiti: riguarda il modo in cui impariamo a convivere con strumenti che stanno cambiando il lavoro e la produzione culturale.
L’area Robotics & AI comprende robot umanoidi, rover, droni ed esoscheletri. La spettacolarità è inevitabile: una macchina che si muove richiama lo sguardo prima di qualsiasi spiegazione. Ma per il visitatore la domanda interessante arriva subito dopo. Quale compito sta eseguendo? In quali condizioni riesce a farlo? Quanto dipende dall’ambiente preparato per la dimostrazione?
Sono domande semplici che aiutano a distinguere una buona presentazione da un’applicazione utilizzabile. Una dimostrazione pubblica è un punto di partenza per capire una tecnologia; non basta, da sola, a dimostrarne l’affidabilità in ogni situazione.
Per questo vale la pena cercare il confronto con chi espone: chiedere di spiegare un errore, il limite di un sensore, una difficoltà di progettazione. Spesso è lì che un oggetto apparentemente magico diventa finalmente comprensibile.
Il programma dei workshop comprende attività di coding e robotica, ma anche applicazioni di intelligenza artificiale su dispositivi embedded e incontri dedicati ai sensori. È un promemoria importante: l’AI non coincide con la sola produzione di testi e immagini.
Quando un sistema deve leggere segnali, interpretare una misura e intervenire nel mondo fisico, la discussione acquista altri vincoli. Contano tempi di risposta, alimentazione, manutenzione, qualità dei dati. L’effetto sorpresa resta, ma incontra la fatica della costruzione.
Per un magazine che si occupa di immagini e nuove tecnologie, questo passaggio merita attenzione. Siamo abituati a giudicare il risultato sullo schermo. Qui diventa utile seguire anche ciò che lo rende possibile: componenti, materiali, competenze, tentativi e correzioni.
Un altro percorso riguarda realtà virtuale, realtà aumentata, simulatori e gaming. Il punto non è soltanto indossare un visore. È capire quale esperienza venga proposta e perché richieda proprio quel mezzo.
Una simulazione può aiutare a esplorare uno spazio, esercitare una procedura o osservare qualcosa da una posizione altrimenti irraggiungibile. Ma l’immersione non garantisce automaticamente una buona esperienza. Contano orientamento, chiarezza, comfort e qualità dell’interazione.
Anche qui il pubblico può fare da interlocutore attivo. Che cosa ho capito attraverso questa esperienza? Che cosa avrei capito altrettanto bene con un’immagine, un video o una spiegazione? La domanda non riduce il valore del mezzo: aiuta a riconoscere i progetti che ne hanno davvero bisogno.
Il Gazometro offre un contesto particolarmente suggestivo: un paesaggio industriale nel quale si discute di nuove forme di produzione. Il rapporto fra passato e futuro, però, non deve restare una bella immagine. Può diventare un criterio per guardare i progetti: quali risorse utilizzano, chi può accedervi, quali competenze richiedono?
La visita più interessante potrebbe cominciare con tre domande: quale problema risolvi, dove ancora non funzioni e chi potrebbe usare ciò che hai costruito? Sono domande adatte a un prototipo, ma anche a molte promesse tecnologiche che incontriamo ogni giorno.
Maker Faire Rome 2026 si svolge al Gazometro Ostiense dal 23 al 25 ottobre. Per programma e modalità di partecipazione, il riferimento è il sito ufficiale. Il futuro, prima di diventare un titolo, merita ancora di essere osservato da vicino.
Copertina: illustrazione editoriale generata con intelligenza artificiale; non è una fotografia della manifestazione.