A Roma, “Dream Shoes” racconta l’universo di Vanessa Noel: creazioni spettacolari, alta manifattura italiana e storie nascoste dietro un accessorio tutt’altro che ordinario.
Tacchi, colori, materiali preziosi e forme che sembrano piccole sculture. Alla Casa Museo Boncompagni Ludovisi di Roma, “Vanessa Noel – Dream Shoes” mette al centro circa quarant’anni di lavoro della stilista americana. Una mostra da guardare prima di tutto con gli occhi della moda: le sue numerose creazioni sorprendono per eleganza, invenzione e qualità artigianale, dialogando con gli arredi della dimora.
Ad accompagnarci nella visita è Luca Lo Sicco, co-curatore della mostra e direttore delle attività educative del Noel Shoe Museum di New York. Alle spalle ha un percorso internazionale tra industria del lusso, formazione e curatela: ha lavorato con Gucci, Fendi e Valentino, per poi dedicarsi all’insegnamento e alla direzione di programmi di moda, dal London College of Fashion allo SCAD di Atlanta, fino ad Auckland e Hong Kong. Da oltre venticinque anni esplora il rapporto tra moda, creatività e cultura. Durante la visita, questo sguardo si traduce in racconti che restituiscono alle scarpe esposte qualcosa che una vetrina, da sola, non può mostrare: le persone, le scelte e le storie che custodiscono.
L’immaginazione incontra il Made in Italy
Con una formazione tra belle arti e architettura, Noel costruisce le calzature come composizioni tridimensionali. Linee essenziali convivono con modelli teatrali, superfici luminose e lavorazioni elaborate. La bellezza delle scarpe resta il filo conduttore: alcune conquistano per la silhouette, altre invitano ad avvicinarsi per scoprire un dettaglio, una texture o una soluzione inattesa.
La sperimentazione sui materiali attraversa tutta la sua carriera. Tra i progetti più noti, gli stivali elasticizzati in alligatore, sviluppati con una conceria italiana e scelti dalla costumista Patricia Field per Kim Cattrall in “Sex and the City – The Movie”.
Il legame con l’Italia nasce da un viaggio che Lo Sicco ci racconta. Alla fine degli anni Ottanta, ricevuto dall’Italian Trade Commission un elenco di circa tremila produttori, Noel comincia a scrivere lettere a mano. Poi raggiunge Vigevano con un’auto a noleggio e una cartina sulle ginocchia. Dietro edifici che sembrano abitazioni trova gli artigiani capaci di trasformare i suoi disegni in realtà. È l’inizio di una collaborazione destinata a durare: l’immaginazione della designer incontra il sapere dei maestri calzaturieri italiani.
Le storie dietro le scarpe
Accanto alle creazioni di Noel, il percorso presenta calzature storiche e modelli legati a personaggi celebri, provenienti dalla collezione del Noel Shoe Museum. Le scarpe di Usain Bolt e Shelly-Ann Fraser-Pryce portano nelle sale l’energia dello sport: oggetti legati a corpi, gesti e carriere diventati iconici.
Di tutt’altro segno sono le “lotus shoes”, minuscole calzature destinate alle donne cinesi sottoposte alla fasciatura dei piedi fin dall’infanzia. Ricami delicati e simboli di buon auspicio rivestono una dolorosa deformazione del corpo. Il contrasto tra raffinatezza e costrizione racconta quanto un ideale di bellezza possa diventare imposizione sociale.
Sono incontri che ampliano la visita senza togliere spazio alla protagonista: la creatività di Vanessa Noel, capace di trasformare una scarpa in un oggetto da indossare, osservare e ricordare.
Dopo Roma
Il viaggio di “Dream Shoes” dovrebbe proseguire in Europa. Tra le tappe anticipate da Luca Lo Sicco figurano Palazzo Branciforte a Palermo, il Museo Civico di Vigevano, Palazzo Pitti a Firenze, il Musée de la Chaussure in Francia, il Fashion and Textile Museum di Londra, il V&A Dundee e il Museo Lalaounis di Atene. Un itinerario previsto, per il quale restano da confermare le singole date.
Vanessa Noel – Dream Shoes
Casa Museo Boncompagni Ludovisi, via Boncompagni 18, Roma.
Fino al 6 settembre 2026. Martedì–domenica, ore 9.00–19.30; ultimo ingresso alle 18.30. Chiuso il lunedì.
A cura di Vanessa Noel, Luca Lo Sicco e Giulia Innocentini.
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