DC Studios torna a esplorare il lato più oscuro di Gotham City con Clayface, horror thriller diretto da James Watkins e in arrivo nei cinema italiani il 22 ottobre 2026, distribuito da Warner Bros. Pictures.
Al centro del film non ci sarà il tradizionale scontro tra un supereroe e il suo antagonista, ma la progressiva trasformazione di un uomo. Tom Rhys Harries interpreta Matt Hagen, personaggio destinato a diventare uno dei criminali più riconoscibili e disturbanti dell’universo di Batman.
La sua storia comincia lontano dai laboratori segreti e dalle battaglie tra esseri sovrumani. Matt è inizialmente un ragazzo cresciuto nelle strade di Gotham che riesce a costruirsi una nuova vita e a raggiungere rapidamente il successo come attore. La sua ascesa, dalle periferie della città fino al mondo dello spettacolo, viene però interrotta quando un boss della criminalità locale lo lascia terribilmente sfigurato.
Privato del proprio volto, della carriera e delle persone che lo circondavano durante il successo, Matt viene progressivamente isolato. Il suo entourage lo abbandona e l’identità che aveva faticosamente costruito sembra dissolversi insieme alla sua immagine pubblica.
Senza più nulla da perdere, accetta di sottoporsi a un trattamento medico sperimentale capace di restituirgli miracolosamente il suo aspetto. La cura, tuttavia, produce conseguenze imprevedibili: mentre il corpo sembra rigenerarsi, la mente di Matt comincia a perdere il contatto con la realtà.
Da questo momento Clayface sembra trasformarsi in un racconto sul confine sempre più instabile tra volto e identità, guarigione e mutazione, desiderio di riscatto e ossessione per la vendetta.
La scelta più interessante del progetto è quella di costruire il film interamente intorno alla figura di Matt Hagen. Clayface non viene presentato soltanto come una creatura mostruosa o come un avversario destinato a essere sconfitto, ma come il protagonista tragico di una storia di ambizione, perdita e trasformazione.
Il personaggio, apparso in diverse incarnazioni nei fumetti DC, è sempre stato legato al tema dell’identità mutevole. La possibilità di modificare il proprio corpo e assumere nuove forme lo rende un antagonista particolarmente adatto a essere riletto attraverso il linguaggio dell’horror contemporaneo.
Nel film diretto da Watkins, la metamorfosi fisica sembra però essere soltanto una parte del problema. Il vero orrore nasce dalla progressiva alterazione della percezione di Matt, dalla difficoltà di distinguere ciò che è reale da ciò che viene prodotto dalla sua mente e dal suo desiderio di ricostruire l’immagine perduta.
Il corpo diventa così il luogo visibile di un conflitto più profondo. Matt non cerca soltanto di recuperare il proprio volto: tenta di riconquistare il ruolo sociale, il successo e l’ammirazione che quel volto rappresentava.
Anche l’ambientazione legata al mondo del cinema introduce un elemento insolito nel DC Universe. Matt Hagen passa dalle strade di Gotham alla celebrità, entrando in un sistema fondato sulla costruzione e sulla vendita dell’immagine.
La sua sfigurazione non distrugge soltanto il corpo, ma interrompe la possibilità di essere guardato, riconosciuto e desiderato. In questa prospettiva, Clayface potrebbe diventare anche una riflessione sulla fragilità della fama e sull’industria dello spettacolo, pronta ad abbandonare una persona quando la sua immagine non è più utilizzabile.
Il trattamento che restituisce a Matt il volto appare quindi come una promessa profondamente contemporanea: la tecnologia offre la possibilità di correggere il corpo e cancellare il trauma, ma il prezzo da pagare potrebbe essere la perdita definitiva di sé.
Hollywood e Gotham sembrano così diventare due manifestazioni dello stesso universo: luoghi nei quali l’identità viene costruita, manipolata e trasformata in spettacolo.
La regia è affidata a James Watkins, autore che ha già dimostrato una particolare attenzione per la tensione psicologica, la violenza e gli ambienti apparentemente controllati che si trasformano progressivamente in spazi di terrore.
La sceneggiatura è firmata da Mike Flanagan e Hossein Amini, a partire da un soggetto dello stesso Flanagan. La presenza dell’autore di The Haunting of Hill House, Midnight Mass e Doctor Sleep rafforza l’idea di un film interessato non soltanto alla dimensione spettacolare della trasformazione, ma anche alle sue conseguenze emotive e psicologiche.
Flanagan ha spesso costruito il proprio cinema e le proprie serie intorno a personaggi perseguitati dal dolore, dalla memoria e dalla difficoltà di accettare una perdita. Applicata a Clayface, questa sensibilità potrebbe permettere di trasformare un villain dei fumetti in una figura tragica, sospesa tra mostruosità e disperazione.
Accanto a Tom Rhys Harries, il cast comprende Naomi Ackie, David Dencik, Max Minghella ed Eddie Marsan, insieme a Nancy Carroll e Joshua James.
Clayface è prodotto da Matt Reeves, Lynn Harris, James Gunn e Peter Safran. La presenza di Reeves, già regista di The Batman e produttore dei progetti collegati a quell’universo, suggerisce un’attenzione particolare per le atmosfere criminali e oscure di Gotham.
Il film viene però presentato direttamente da DC Studios, la società guidata da Gunn e Safran, e rappresenta uno dei progetti più radicali nel percorso di rinnovamento cinematografico dell’universo DC.
Invece di puntare esclusivamente sui personaggi più celebri, lo studio sceglie di esplorare un antagonista meno immediatamente riconoscibile dal grande pubblico, affidandogli un film capace di attraversare generi differenti.
Il superhero movie sembra lasciare spazio al thriller psicologico e al body horror. Gotham rimane sullo sfondo, ma viene osservata dalla prospettiva di un uomo che non possiede poteri eroici e non aspira a salvare la città. Vuole soltanto riavere indietro la propria vita, anche quando quella ricerca comincia a distruggere tutto ciò che lo circonda.
Clayface potrebbe essere uno dei film più particolari prodotti finora da DC Studios proprio perché il suo protagonista incarna una paura estremamente contemporanea: perdere il controllo sulla propria immagine.
Matt Hagen vive in un mondo nel quale il volto determina il successo, la posizione sociale e perfino il modo in cui gli altri riconoscono la sua esistenza. Quando quel volto viene distrutto, anche la sua identità sembra cessare di esistere.
La possibilità di ricostruirlo artificialmente non risolve il conflitto, ma lo amplifica. Il corpo può essere riparato, modificato e forse perfezionato, mentre la mente rimane intrappolata nel trauma.
La materia di cui è composto Clayface diventa così una metafora: qualcosa di modellabile, privo di una forma definitiva e continuamente esposto al rischio di trasformarsi in altro.
Più che la nascita di un supercriminale, il film promette quindi di raccontare la dissoluzione di un uomo. Un percorso nel quale la vendetta non nasce soltanto dalla rabbia, ma dal desiderio impossibile di tornare a essere la persona che si era prima della trasformazione.
Con Clayface, DC Studios sembra voler dimostrare che l’universo dei fumetti può ancora essere utilizzato per esplorare territori cinematografici meno prevedibili, nei quali il mostro non arriva dall’esterno, ma prende forma lentamente dentro il protagonista.
Clayface, diretto da James Watkins, arriverà nei cinema italiani il 22 ottobre 2026, distribuito da Warner Bros. Pictures.
A cura della redazione di ONOFF MAG
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