Dopo cinque anni di attesa e dopo aver spinto il proprio universo narrativo fino ai limiti del multiverso, Marvel Studios sceglie una strada sorprendente. Spider-Man: Brand New Day non sembra voler essere il film "più grande" della saga, ma quello più intimo.
È una differenza sostanziale.
Chi si aspetta soltanto una nuova parata di supereroi, cameo e battaglie spettacolari potrebbe rimanere sorpreso. Dalle quaranta pagine del pressbook ufficiale emerge infatti una parola che ricorre più di ogni altra: identità.
Peter Parker è un ragazzo che nessuno ricorda più. Alla fine di No Way Home ha sacrificato la propria esistenza sociale per salvare il mondo, cancellando se stesso dalla memoria di tutti, compresi MJ e Ned. È un punto di partenza narrativo insolito per un blockbuster da centinaia di milioni di dollari: il protagonista non deve salvare l'universo, deve ricostruire la propria vita.
È proprio questa scelta a rendere Brand New Day interessante ancora prima dell'uscita nelle sale.
Il regista Destin Daniel Cretton, già autore di Shang-Chi, sembra voler riportare Spider-Man a una dimensione quasi urbana, quotidiana, emotiva. Nel materiale stampa insiste più volte sul fatto che Peter non sta imparando a diventare un supereroe, ma un adulto.
È una distinzione che cambia completamente il punto di vista del racconto.
Anche Tom Holland descrive il film come un nuovo inizio. Non soltanto per il personaggio, ma per l'intera saga. Il peso delle responsabilità, la perdita delle persone amate e la difficoltà di trovare un equilibrio diventano il vero motore della storia, molto più delle esplosioni o delle sequenze d'azione.
Naturalmente l'azione non mancherà. Il ritorno di Hulk, la presenza del Punisher interpretato da Jon Bernthal, Scorpion, Tombstone e altri storici antagonisti promettono uno Spider-Man ricco di confronti spettacolari. Ma è interessante notare come persino questi personaggi vengano presentati soprattutto per il loro valore simbolico. Frank Castle, ad esempio, rappresenta tutto ciò che Peter potrebbe diventare se lasciasse che rabbia e solitudine prendessero il sopravvento. Non è soltanto un alleato o un avversario: è uno specchio oscuro del protagonista.
Anche dal punto di vista produttivo il film sembra voler recuperare una dimensione più concreta. Il pressbook racconta di lunghi sopralluoghi sui tetti di New York, della costruzione di numerosi set fisici e dell'utilizzo di Glasgow per ricreare Manhattan. L'obiettivo dichiarato è far percepire la città come un organismo vivo, parte integrante dell'identità di Spider-Man e non semplice sfondo digitale.
C'è poi un aspetto che va oltre il singolo film. Negli ultimi anni il Marvel Cinematic Universe ha dovuto confrontarsi con una crescente "fatica da supereroi". Sempre più universi condivisi, sempre più connessioni, sempre più eventi da seguire. Brand New Day sembra nascere anche come risposta a questa esigenza: raccontare una storia che possa emozionare prima ancora di stupire.
Se manterrà le promesse contenute nel materiale di presentazione, potrebbe rappresentare uno dei cambi di rotta più significativi dell'era Marvel. Perché, dopo aver costruito un universo sempre più grande, la sfida diventa tornare a raccontare una persona.
E forse, oggi, è proprio questa la scelta più rivoluzionaria.
A cura della redazione di ONOFF MAG
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