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Roma ritrova il suo “Museo del Genio”

Tra memoria, arte e intelligenza: Vivian Maier e Ugo Nespolo inaugurano la rinascita di un luogo simbolo della cultura italiana

Roma aggiunge un nuovo tassello al suo panorama culturale: il Museo del Genio, un luogo che torna a vivere dopo decenni di silenzio e che si candida a diventare un polo di riferimento tra storia, scienza e arte contemporanea.
Dal 31 ottobre 2025 al 15 febbraio 2026, l’Istituto Storico e di Cultura dell’Arma del Genio (ISCAG) riapre al pubblico con due mostre inaugurali di grande richiamo: “Vivian Maier. The Exhibition” e “Pop Air. Ugo Nespolo”, entrambe prodotte da Arthemisia in collaborazione con il Ministero della Difesa, l’Esercito Italiano e Difesa Servizi.

Un museo che racconta l’ingegno

L’edificio del Genio, progettato tra il 1936 e il 1939 dal tenente colonnello Gennaro De Matteis, è uno degli esempi più imponenti di architettura istituzionale del Novecento.
Tra razionalismo e neoclassicismo, con le sue esedre monumentali in travertino e i torrioni che richiamano le fortificazioni militari, lo spazio diventa oggi un luogo vivo di ricerca e narrazione.

L’idea non è solo quella di riaprire un museo, ma di far rinascere un laboratorio culturale, un centro in cui convivono memoria e innovazione, tecnologia e arte.

L’allestimento alterna materiali d’archivio, invenzioni, plastici e reperti storici – dalla radio di Guglielmo Marconi ai primi telefoni di Antonio Meucci – con una narrazione che connette il genio umano alla capacità di “vedere oltre”, alla curiosità che costruisce futuro.

Vivian Maier: la fotografia come rivelazione

Nel grande spazio al pianterreno si apre la mostra dedicata alla fotografa americana Vivian Maier (1926–2009), la misteriosa tata che, nel silenzio della sua vita quotidiana, ha raccolto oltre 150.000 negativi di una straordinaria intensità.

Curata da Anne Morin, “The Exhibition” celebra il centenario della nascita dell’artista e propone più di 200 fotografietra bianco e nero e colore, filmati Super 8, registrazioni sonore e oggetti personali.
Il percorso si sviluppa come un racconto in sette sezioni: l’America del dopoguerra, l’esperienza cinematografica con la sua cinepresa, i colori vibranti dei quartieri operai di Chicago, gli autoritratti e l’infanzia come tema poetico e ricorrente.

Le immagini di Maier, nate da un atto di pura osservazione, restituiscono la verità della vita urbana — bambini, passanti, volti dimenticati, piccoli gesti che diventano universali.
C’è in lei una filosofia dell’anonimato: la fotografa che si nasconde dietro l’obiettivo per dare voce agli altri, la donna invisibile che anticipa la cultura del selfie senza volerla abitare.
Come scrive Iole Siena, presidente di Arthemisia, “Vivian Maier è la compagna di viaggio ideale per un nuovo inizio. Il suo sguardo poetico e acuto coglie la bellezza dell’umanità nei gesti quotidiani, con una sensibilità e un’ironia uniche”.

La mostra, prodotta da Arthemisia con Vertigo Syndrome e diChroma Photography, trasforma il museo in un luogo intimo, dove la memoria personale si intreccia con la memoria collettiva.

Pop Air: la leggerezza pensante di Ugo Nespolo

A completare il percorso, il cortile monumentale del Museo accoglie “Pop Air”, il nuovo progetto di Ugo Nespolo, in anteprima mondiale.
Otto grandi sculture gonfiabili — alte fino a cinque metri — animano lo spazio come presenze ironiche e affettuose, in un dialogo aperto tra materia e aria, tra omaggio e gioco.
Nespolo rilegge i maestri della scultura internazionale, da Pomodoro a Koons, da Kusama a Rodin, in un linguaggio che unisce leggerezza concettuale e potenza visiva.

“Ho voluto confrontarmi con la scultura non più come esercizio di peso o stabilità, ma come esperienza di leggerezza pensante,” racconta l’artista. “La materia si svuota per accogliere l’aria, il volume si fa effimero, e la monumentalità si apre al movimento.”

In un’epoca segnata da immagini sovraccariche, Nespolo restituisce alla forma un sorriso: un modo per ritrovare nel gioco e nella meraviglia una nuova forma di conoscenza.
L’installazione, site-specific, segna un ponte ideale tra il linguaggio del design italiano e la memoria storica del luogo, trasformando il cortile del Genio in un parco dell’immaginario.

 

Un progetto culturale corale

Il Museo del Genio nasce da una sinergia tra pubblico e privato, con il patrocinio della Regione Lazio, la partnership della Fondazione Terzo Pilastro Internazionale, e il sostegno di Generali Valore Cultura.
Come sottolinea la presidente Alessandra Taccone, “questa riapertura restituisce alla città un patrimonio di conoscenze scientifiche e storiche uniche nel loro genere. L’arte diventa un veicolo universale di comunicazione, capace di superare barriere e creare dialogo tra discipline e culture.”

Il progetto è accompagnato da un ampio programma educativo curato da Eleonora Luongo, che prevede percorsi didattici per scuole e famiglie e visite guidate che uniscono la collezione permanente alle due mostre temporanee.

 

Un ritorno alla luce

Camminando tra le sale rinnovate del Museo del Genio, si percepisce la volontà di restituire vita a un luogo che custodisce la storia dell’ingegno italiano.
Le vetrate di Duilio Cambellotti filtrano la luce nel Sacrario, il travertino romano si specchia nelle installazioni contemporanee, le invenzioni militari diventano memoria della creatività scientifica di un Paese.

Il museo non è più solo un archivio, ma una macchina del tempo che connette Marconi a Maier, Meucci a Nespolo, il genio tecnico all’immaginazione artistica.
Roma ritrova così un nuovo centro culturale aperto al futuro, un luogo dell’intelligenza — nel senso più profondo del termine — dove la conoscenza diventa emozione.

 

 Museo del Genio – Lungotevere della Vittoria, 31, Roma
31 ottobre 2025 – 15 febbraio 2026
 Info e biglietti: www.arthemisia.it


Hashtag ufficiali: #MuseoDelGenio #VivianMaierRoma #PopAirRoma #UgoNespoloRoma

  • 30 ottobre 2025
  • Arte
  • Roma
  • Claudio
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